plenaria3
, 31/05/2013, 11:30 - 13:00

Carcinoma prostatico a basso rischio: cosa vuol dire?

Moderatori

Nicola Nicolai
Francesco Francesca
Attualeincidenza e prevalenza del cap a rischio molto basso
N. Nicolai
Diagnosi: tradizione e nuove tecniche
M. Lodde
Modelling e risk assessment
V. Scattoni
Trattamenti: la sorveglianza attiva vs terapie radicali
G. Taverna
Psycho burden!
L. Bellardita

“Ho 58 anni e mi hanno detto di fare il PSA!”

“Ho fatto il PSA e non va bene! Mi hanno detto di fare la biopsia della prostata!”

“Ho fatto la biopsia, c’ho un tumore e l’urologo mi ha detto che devo operarmi!”

Cosa è cambiato negli ultimi anni, se è realmente cambiato qualcosa, in questa cascata di eventi che abbiamo spesso visto e qualche volta promosso?

Ci si può fermare ad ogni passaggio del work-up della patologia prostatica, condividendo con il paziente le prospettive che stanno dietro ogni scelta.

Oggi, la maggioranza delle diagnosi di carcinoma prostatico riguardano malattie a basso rischio e tra queste molte sono quelle a rischio molto basso: di evolvere, di dare problemi al paziente, di essere causa di morte per cancro.

Il corso cerca di illustrare: 1) come si arriva in epoca contemporanea alla diagnosi di questa forma di malattia, quali sono gli strumenti a disposizione e quelli incipienti nel migliorare la previsione del comportamento della malattia; 2) le alternative di trattamento possibili, dalla chirurgia e radioterapia ad alta tecnologia ai programmi di sorveglianza con omissione o dilazione del trattamento; 3) l’importanza del coinvolgimento del paziente nel processo decisionale e nell’accettazione delle conseguenze delle scelte effettuate con particolare riguardo ai programmi di sorveglianza attiva.